Arnia primavera

È proprio così, anche le api hanno il concetto di casa ed è tutta una questione olfattiva!
Capita anche a noi quando ci rechiamo a casa di amici o parenti di essere accolti da un odore nuovo: ogni casa ha un suo odore , non solo anche chi la abita ha il suo odore.
È noto come, nella società delle api, gli intrusi non siano sempre ben accetti e rischino davvero la vita nel caso vogliano entrare per forza nell’alveare. Le api guardiane sono molto severe nel giudicare chi ammettere e chi aggredire come invasore.
Questa selezione avviene, sia verso soggetti di specie diversa, sia verso api provenienti da altre colonie; tutto questo serve a prolungare la sopravvivenza della famiglia.
La discriminante utilizzata dalle guardiane è l’odore cuticolare che ogni ape ha sul suo corpo e che deriva geneticamente dalla sua famiglia di origine. In pratica tutte le api con lo stesso padre e la stessa madre hanno lo stesso odore della pelle. All’interno dell’alveare, però, le api hanno tutte la stessa madre, ma parecchi padri diversi e questo potrebbe causare problemi di riconoscimento. La natura ha ovviato a questo inconveniente: nell’arnia, dove le api vivono in promiscuità, questi odori vengono passati da un corpo all’altro, per contatto reciproco e la mescolanza, lo sporcarsi con gli odori delle altre sorelle della colonia, fa sì che l’alveare prenda il suo odore caratteristico “l’odore di casa” del quale tutti gli individui che ne fanno parte sono impregnati e riconoscono come proprio.
Un altro fattore che contribuisce a creare “l’odore di casa” è la cera dei favi sulla quale si sono trattenuti gli odori cuticolari, che poi vengono rilasciati di nuovo sul corpo delle api che vi si depositano. Questi marcatori restano sulla cera e permettono alle guardiane di distinguere se, le api che arrivano, sono api di casa oppure no, e di conseguenza farle entrare o respingerle.
Alcuni studi hanno poi dimostrato che anche il nettare dei fiori, per il suo contenuto in olii essenziali, contribuisce a creare “l’odore di casa”.
La vita delle guardiane quindi si complica sempre più: chi porta qualcosa è sempre ben accetto, mentre chi arriva a zampe vuote dovrà subire un pignolo controllo. La severità nel giudizio varia poi in base alla stagione ed alla quantità di feromone reale, che la guardiana riceve. Una guardiana che riceve molto feromone reale sarà molto selettiva, mentre una che ne riceve poco sarà più permissiva. Ecco perché quando in un alveare la regina è anziana, scadente, o secerne poco feromone, o, addirittura, se la famiglia è orfana, siamo più facilmente nella possibilità che si scateni un saccheggio.
Del resto l’apicoltore più avveduto, quando apre l’arnia, annusa anche l’alveare e ci sono davvero differenze abissali tra una colonna e l’altra.
In senso metaforico, quindi, dalle api impariamo che, per ritrovare la strada di casa, perché sia veramente un ritorno a casa nella casa-anima dobbiamo seguire e affidarci agli “odori di casa”, che sono sviluppati nella nostra pelle e che sono parte del nostro derma-anima e il ritorno a casa sarà così davvero un dolce rientro.

Fonte: Le Api – Alberto Contessi

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